09/05/2009
Camilla

17:47 Scritto da: malykaa in Vita da gatti | Link permanente | Commenti (4) | Segnala
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07/05/2009
Camilla

Camilla ha capito più di ogni altra persona al mondo come poter entrare per sempre nel cuore di Emanuela, non ha usato trucchi
speciali, ne ha dovuto mettersi in mostra. E' semplicemente stata lei stessa, ogni anno, stagione dopo stagione, giorno dopo giorno. Compagna di vita, presente con la dolcezza dei suoi occhi furbetti, e paziente
nei momenti difficili.
Era una gatta, di una straordinaria bellezza, elegante nella sua forma
rotondetta. Sapeva cogliere ogni umore - malumore della sua migliore amica, e stava al suo posto con grazia infinita. Anche quando non voleva si prestava ai suoi simpatici giochi saltellanti per rendere
felice e indimenticabile un momento di vita della sua adorata padroncina. Con amore che solo un anima Speciale può esserne Degna, ha compreso che per lei era giunto il momento di andarsene... Forse per
dar spazio ad un nuovo amore ancora più grande. Senza troppi elogi, un amicizia che mai il tempo cancellerà. Perchè il passo lieve delle zampette di Camilla ha segnato un orma insostituibile nella vita di Emanuela... Ed ogni volta che si sentirà tintinnare un campanellino sapremmo che Cami e ancora con lei.
Con profondo affetto
la vostra Lori
00:36 Scritto da: malykaa in Il paradiso dei gatti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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31/03/2009
Topino & Camilla ( da www.micimiao.it)

Questi sono i miei due coinquilini,
Topino e Camilla. La nostra convivenza è iniziata in modo un po' difficoltoso per me. Vi spiego perché: ho avuto per quasi 16 anni una bellissima gatta nera di nome Missi. Era molto snob, una vera aristogatta, ma anche affettuosa. Credo
si ritenesse un umano, perché quando vide per la prima volta un suo simile,
rimase nascosta per mezz'ora sotto il letto! Il 20 gennaio 2003 Missi se ne è
andata e per tutti noi è stato come perdere una persona di famiglia. Non ci
potevamo credere! Piano piano ci siamo abituati alla sua mancanza. Ci mancava
molto (ci manca ancora, veramente!) e pensavamo se adottare un nuovo
zampadivelluto. Ma non è facile. Non vuoi "un" gatto, ma il TUO gatto. Però
però......dopo alcuni mesi iniziai a pensare di adottare un micio al gattile,
lo preferivo già adulto, pensavo che magari si sarebbe affezionato e quindi
adattato meglio in una casa. Mi venne detto con una mia vicina di casa che mi
rispose che sua zia aveva una gattina incinta, che avrebbe partorito a breve e
che se volevo, me ne dava uno. Disse che era molto bellina, grigia come un
certosino, col pelo soffice. Accettai, sperando che mi arrivasse una gattina,
non so perché, ma preferivo una femmina. Quando nacquero i due gattini, la
sognora mi teneva aggiornata sul loro sviluppo, mi disse che ce n'era uno
grigio che era bellissimo. E un giorno, quando avevano circa un mese, disse
:com'è vivace!!!!". Mi sentii mancare........Quando mi portò il mostriciattolo, esso aveva circa due mesi e mezzo e fino allora era vissuto in campagna, in piena libertà. Per prima cosa gli feci il trattamento antipulci e vermifugo.
Erano più i parassiti del gatto!!! La graziosa bestiola si rivelò una vera
calamità naturale!!! Era una peste mai vista, mi rovinò le braccia che sembravo
lebbrosa! Non voleva mangiare le scatolette, avrebbe preferito andare a caccia.
Chiesi se lo riprendevano, perché pensavo che in campagna sarebbe stato
sicuramente più felice, ma non lo rivollero. Cominciai a cercargli un nome:
Attila, Mefisto, Diabolik erano quelli più gettonati. Alla fine scelsi Tommaso,
detto Tommy, perché era anche molto curioso. Nel frattempo però, dato che
quando rientravo dal lavoro spesso lo trovavo piangente dietro la porta, lo
prendevo in braccio e gli dicevo "Topino!". E così......Circa un mese dopo il
suo arrivo, sempre la gentile vicina mi disse che in un campetto vicino a casa
nostra aveva trovato da alcuni giorni una gatta molto magra e che le portava
del cibo e dell'acqua in quanto lei se ne stava lì in attesa. E un fine
settimana se ne andò in vacanza senza più parlare della gatta. Allora andai a
vedere e siccome era talmente affamata e scheletrica da avventurarsi in un
giardino pieno di cani non esattamente gattofili, la invitai a salire sulla mia
macchina e leì mi seguì. Ammetto che l'dea di avere DUE gatti non mi voleva
neppure sfiorare, e così il giorno dopo mi recai al gattile (è un posto molto
bello in verità , in mezzo al verde e tutti mici sono liberi di entrare e
uscire e sono tenuti molto bene). La signora che lo gestisce all'epoca, agosto
2003, un caldo mai visto, aveva in affidamento 260 gatti. Comincò a dirmi che, poverina, non era sicuramente abituata a stare con altri gatti, che, poverina, là sicuramente non avrebbe toccato cibo (era già uno scheletro ricoperto di pelo!), che si sarebbe stressata.....Morale: ho ripreso la gatta e me la sono portata a casa! Sentendomi pure un verme!!! Volevo chiamarla Frida Kahlo, perché aveva un carattere particolare, probabilmente era stata picchiata perché quando l'accarezzavo, si ritraeva però si faceva accarezzare. Però non mi rispondeva, al nome Frida. un giorno la guardai negli enormi occhioni verdi e le dissi "Camilla!" e lei rispose "miao!". Ok! Camilla.
saluti vellutati a tutti!
Gabriella
20:40 Scritto da: malykaa in Racconti di gatti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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