14/08/2009
Randagio - Anonimo

figlio di un sacchetto scagliato in un corso d'acqua,
figlio della strada,
figlio di una colonia,
figlio di un cortile di paese
l'ignoranza di chi mi ha abbandonato...
la faciloneria di chi non ha sterilizzato La mia mamma...
ma i miei occhi sono fieri e dolci...
ma i miei occhi sono alteri ed affettuosi...
mi prendo una possibilità di riscatto,
mi prendo la speranza di un futuro...
in questo modo chi si occupa di me può farlo con dignità ed orgoglio,
in questo modo chi si occupa di me può farlo con passione ed allegria,
le sue mani sono amorevoli,
le sue mani sono abili ed esperte,
le sue mani chiedono un soldino ma solo per nutrirmi e curarmi,
le sue mani chiedono l'aiuto di tutti ma non conoscono nessun guadagno.
vi ringrazio perchè qui posso chiedere anch'io:
una ciotola a cui affezionarmi,
una mano da cercare,
il battito di un cuore su cui addormentarmi.

i piccoli fari furtivi
degli occhi di un gatto.
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A Solicino - Di Rolando d'Alonzo

assettano fili rudi
qualche ragno da merletto.
Emiro al sole avvolto
scatti sulla paglia al guizzo
trasversale di un pensiero o ali
nell’iride socchiusa si apre
con l’argento il gioco
giungla bassa di cartoni.
Mai scorgesti il mare
ma sboccia a volte
sul tuo vestigio il canto
della risacca a ser
lo strazio circolare
dei gabbiani un gusto crudo
che da lontano chiama
l’aguglia sfiancata dalla lenza.
Non vedesti il rovo
che sprizza nella guazza
dei fossati l’agguato
primitivo. Nessuna mai
domestica compagna
nessun rivale scese
nell’attesa che la gassa
stringe. Dormi e vegli
già chiude il giorno
un sipario di vetri rossi
sulla collina, onora
l’ombra dei conventi.
Poi dallo stipite balzando
chiudevi a volte la partita
al riso della bambina
un poco si arrestava cominciando
nelle sere quel rimpiattino
a perdifiato tra clangori e cigni.
Anche tu passerai il fiume
con Anubi sul tamarindo:
un seggio azzurro e bionda
messe già intrecciano
i maestri per la sosta
al gradino estremo del palazzo.
Principe del silenzio
signore della casa,
nelle stagioni di porta
in porta hai vegliato
la nostra vita, le ombre
lievi che han giocato a sera
tra luci, amici, bei pensieri
Tu, con occhio buono, da ogni canto
Per tutti seguivi quei misteri.
23:12 Scritto da: malykaa in I gatti in poesia | Link permanente | Commenti (4) | Segnala
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Il paradiso delle gattare - Di Olga Samarina

quando ci arriverò, stanca del cammino terrestre,
lì troverò una piazzetta o un muretto
dove mettere le mie ciotole.
E allora il nero Omar mi correrà davanti
facendomi cadere
E il patriarca si avvicinerà lentamente, guardingo
e si metterà dietro un cespuglio...
Da un vialetto laggiù verrà la Sissi
traballando sulle zampette sottili
Dal nulla, come sempre, sorgerà Bavaglina,
e poi sbucherà Federico, un miagolio infantile,
e la Giorgia mi si piazzerà davanti,
in attesa dei croccantini.
Quanta gioia nel rivedervi, bambini
Vorrei che il paradiso delle gattare fosse questo,
un luogo di Eterno Ritorno,
degli amici perduti.
23:10 Scritto da: malykaa in I gatti in poesia | Link permanente | Commenti (2) | Segnala
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Ignoranza - Di Olga Samarina

nulla è la sua impronta
grigia è la sua bandiera
ed è spenta e sudicia.
La sua minuscola anima
che si riaccende e si gonfia
destando colui che è Diverso
e odia i gatti.
23:08 Scritto da: malykaa in I gatti in poesia | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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Fratelli - Di Olga Samarina

Accarezzai una pietra,
E la pietra mi sorrise, muta:
“Sei un fratello”.
Penetrai nell’animo di un fiore,
E il fiore mi disse, fragile:
“ Ciao, fratello”.
Toccai una farfalla al volo,
E la farfalla gridò, spaventata:
“Ehi, scherzi, fratello”!
Al sole e alle stelle, brillanti,
E sentii risuonare nell’universo:
“Salve, fratello”…
Mi avvicinai a un uomo di strada:
“Saluti, Fratello!”
E lessi nella sua mente un pensiero seccato:
“Via di qua, animale”!
Fratello del sole e delle stelle,
Fatto d’erba, di farfalla e di pietra.
Sono soltanto un animale
Per un uomo di strada,
Piccolo e arrogante, che ha paura
Di vivere e soprattutto di morire,
Per cui teme il vento, il sole e le stelle,
E prega il suo Dio,
Credendosi tuttavia superiore
Dell’erba, della farfalla e della pietra.
23:06 Scritto da: malykaa in I gatti in poesia | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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28/07/2009
Dolcissima

venisti da me sperduta
e con gioia t’accolsi.
Piccola tra le piccole,
misera tra le misere,
appena cresciuta tra le non cresciute.
Occhi velati,adombrati, appena aperti,
non svezzata,
bisognosa ancora della mamma.
Non ci sono che io,
vieni vicino al mio cuore;
quando avrai fame ti sfamerò,
quando piangerai ti consolerò.
Ti sento quando abbracciata
sei presso di me.
C’è più dio nel battito del tuo cuoricino,
che in tutti i sermoni e le preghiere,
che si recitano in chiesa.
C’è infinita profondità e dolcezza
negli occhi di questa piccola,
resa fragile e vulnerabile
da un mondo a lei ostile,
che nella profondità dei cieli.
23:52 Scritto da: malykaa in I gatti in poesia | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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