07/05/2009

Pallina

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Ciao, dolce Pallina,
sono passati quattro anni da quando te ne sei andata… e sembra ieri.
Credimi, non è passato un giorno, da quel triste 10 ottobre 2003 che io non abbia rivolto un pensiero a te, con tanta nostalgia.
Pochi giorni fa sono venuta a conoscenza di questo splendido sito dedicato ai gatti che non ci sono più, e così ho voluto farti questa dedica, sono sicura che ne sarai felice.
Eri arrivata sotto casa nell’agosto 1994, probabilmente abbandonata da qualche “figlio di …”, ti guardavo dal balcone, eri insieme ad altri gatti ed ho iniziato a portare giù del cibo. Ma tu, il tuo sguardo, era speciale, non mangiavi subito, prima mi facevi le fusa e mi guardavi con i tuoi meravigliosi occhi verdi. Ci siamo scelte, e così nato un amore durato nove anni. All’inizio mi seguivi per le scale e ti fermavi da me solo la notte, poi quando al mattino andavo al lavoro, scendevi con me e mi aspettavi. Mi venivi incontro, riconoscevi la mia auto, quanta tenerezza... Poi, dopo due mesi circa, a ottobre, un mattino hai voluto restare a casa e… ne sei diventata la Regina. Da allora ogni sera rientravo felice, perché sapevo che c’eri tu ad aspettarmi. Dopo cena, ci facevamo tante coccole, mi “pestavi” con le zampine, ciucciavi la maglia di lana come prendessi il latte e poi ti mettevi a pancia all’aria, batuffolina. Avevi tanta paura dei temporali e ti nascondevi sotto il letto. Ti piaceva mangiare l’erba che ti facevo trovare nei vasi, dopo la pappa e l’acqua fresca.
Quanto affetto ci siamo date l’un l’altra e quante belle vacanze sempre insieme in montagna, in Val d’Aosta, in Val Susa, e soprattutto a Limone Piemonte (la tua prima vacanza), dove vado ancora adesso ogni anno, ed ogni volta che entro in quella casa che affitto mi ricordo di quando ci venivo con te… giorni sereni… giorni felici.
Non ti piaceva molto viaggiare in auto, rimettevi, forse pativi la macchina ma quando arrivavamo esploravi, annusavi per aria e poi eri subito a tuo agio e iniziavi i tuoi ron-ron.
Fino a quando hai iniziato a dimagrire, mangiavi e rimettevi, bevevi molto. Ti ho portata dal veterinario, analisi del sangue: avevi la tiroide ingrossata e una insufficienza renale. Ti ho curata e dato medicine e cibo speciale. Sembrava che stessi meglio, poi a settembre hai iniziato a peggiorare, ma io speravo sempre. E quel triste venerdì di ottobre, la malattia ti ha portata via da me. Ricordo nitidamente, come fosse ieri, quando alle 18 sono rincasata dal lavoro… e ti ho visto immobile e fredda nella tua cesta. La disperazione di non averti potuto guarire e salvare, dopo sei mesi di cure… mi è sembrato di morire anch’io. Ti ho presa in braccio, scossa dai singhiozzi e ti portata dal veterinario, pregandomi di farmi avere le tue ceneri, ma purtroppo in Italia non è possibile.
Te ne sei andata e quello che non potrò mai perdonarmi è di averti lasciato morire da sola e non fra le mie braccia. Al mattino ti avevo detto “ci vediamo stasera, Pallina, riposati, torno presto”… Se solo fossi stata a casa dal lavoro quel giorno, contavo i minuti per tornare da te, ma non ho fatto in tempo…
Pallina con il tuo amore mi hai insegnato che gli animali sono molto meglio delle persone, amano sinceramente, fedelmente, senza riserve. Nella mia vita non ho sofferto per nessuno tanto quanto per la tua perdita. Eravamo un’anima unica.
La casa era triste e vuota, così circa due mesi dopo sono andata in una Colonia e sono stata scelta da Luna, una gattona bianca e nera e ora abbiamo un grande feeling. Ogni tanto le parlo di te e lei mi guarda e fa le fusa. Sai Pallina, sul mio comodino ho messo una delle tue foto più belle e talvolta Luna, la sera, si siede vicino alla foto e inizia a ronfare. Forse mi hai mandato tu Luna, se è così ti ringrazio.
Mi manchi tanto, ma penso che anche se fisicamente non ci sei più, tu vivi ancora perché io ti ricordo e ti ho nel mio cuore, così per sempre.
Non si muore veramente quando chi ti ha amato ti fa vivere nel proprio cuore.
Un giorno ci rivedremo Pallina, e non ci lasceremo più perché quando verrà la mia ora pregherò di farmi andare nel Paradiso degli Animali anziché in quello degli uomini, e so che tu sarai là ad accogliermi insieme a tanti gatti e cavalli.
Ciao patatina, un bacione dalla tua
Laura (nome felino: Jala) e Luna

3/10/2007

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Camilla

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La loro amicizia è nata tanti tanti anni fà, credo di poter dire in tutta sicurezza che non ci siano amiche più fedeli di loro due...
Camilla ha capito più di ogni altra persona al mondo come poter entrare per sempre nel cuore di Emanuela, non ha usato trucchi
speciali, ne ha dovuto mettersi in mostra. E' semplicemente stata lei stessa, ogni anno, stagione dopo stagione, giorno dopo giorno. Compagna di vita, presente con la dolcezza dei suoi occhi furbetti, e paziente
nei momenti difficili.
Era una gatta, di una straordinaria bellezza, elegante nella sua forma
rotondetta. Sapeva cogliere ogni umore - malumore della sua migliore amica, e stava al suo posto con grazia infinita. Anche quando non voleva si prestava ai suoi simpatici giochi saltellanti per rendere
felice e indimenticabile un momento di vita della sua adorata padroncina. Con amore che solo un anima Speciale può esserne Degna, ha compreso che per lei era giunto il momento di andarsene... Forse per
dar spazio ad un nuovo amore ancora più grande. Senza troppi elogi, un amicizia che mai il tempo cancellerà. Perchè il passo lieve delle zampette di Camilla ha segnato un orma insostituibile nella vita di Emanuela... Ed ogni volta che si sentirà tintinnare un campanellino sapremmo che Cami e ancora con lei.
Con profondo affetto
la vostra Lori

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Dina

 
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Piccola Dina il 30 luglio 2008 ci hai lasciato, sei volata sul ponte dell'arcobaleno lì avrai ritrovato i tuoi fratellini Lillo e Duchessa: Noi ti vediamo lassù a rincorrerti con i tuoi fratellini, piena di forza come prima della malattia, una malattia cattiva che ti ha portato via dalla tua famiglia che tanto ti voleva bene, dal papi Flaviano e mami Miriam e piccolo Giovanni e dai tuoi compagni di giochi il tuo fidanzato Negus e la tua vera mamma Toffee. Eri e sarai sempre per noi un amore, ricorderemo sempre i bellissimi giorni passati con te anche se pochi, solo 4 anni, ma in questo se pur breve periodo ci hai dato tanto con le tue fusa i tuoi "bacini" i tuoi dispetti, ricorderemo sempre quando ti accocolavi con noi sulle nostre braccia o sulle nostre ginocchia e ronfavi..ronfavi.. felice di stare con noi. Anche noi eravamo felici di averti, una compagna, un' amica che non dimenticheremo mai. Ricorderemo le tue corse quando sentivi che chiamavamo il tuo nome Dina o "pitolina" (come a volte ti chiamavamo) e correvi...correvi verso di noi, felice di rivederci magari dopo una giornata che eravamo stati lontani da te e subito cercavi il nostro calore e ci raccontavi tutto quello che avevi fatto con i tuoi miagolii. Anche al tuo "fidanzato" Negus manchi tanto, gli mancano i tuoi bacini che solo tu sapevi dargli quando con le tue zampette prendevi il suo muso di cane e poi lo leccavi piano piano tutto tutto miagolando di tanto in tanto e gli dicevi quanto gli volevi bene, anche lui te ne ha voluto tanto e ti ha sempre difeso dagli altri animali che cercavano di farti del male, eravate una bella coppia un cane un gatto con lo stesso mantello (bianco nero) sempre uniti sempre vicini. La tua vera mamma Toffee ti saluta, manchi tanto anche a lei, non può più giocare con te, noi ricordiamo le vostre corse a perdifiato in casa e nel giardino, quando con un giochino passavate ore a rincorrervi e a nascondervi .. tutto questo ormai e solo ricordo... ci manchi tanto Dina...

un bacione dalla tua family

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20/04/2009

Il nostro gatto va in paradiso

                                                                                                  

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Il nostro gatto fu rapito in cielo. Le grandi altezze non gli erano mai piaciute, così cercò di affondare gli artigli nella cosa, qualunque fosse – serpente invisibile, mano gigante, o aquila – che lo faceva salire in quel modo, ma non ebbe fortuna.

Quando arrivò in paradiso trovò un vasto campo. C’erano un sacco di affarini rosa che correvano da tutte le parti, tanto che all’inizio pensò che fossero topi. Poi vide Dio seduto su un albero. Attorno volavano angeli dalle bianche ali frementi; emettevano versi di colombe. Ogni tanto Dio allungava una grande zampa pelosa, ne ghermiva uno e se lo sgranocchiava. Il terreno sotto di lui era coperto di ali strappate.

Il nostro gatto si mosse con grazia verso l’albero.

“Miao” salutò.

“Miao” rispose Dio. In affetti, era più un ruggito.

“ho sempre pensato che tu fossi un gatto” disse il nostro gatto, “ma non ne ero sicuro”.

“In paradiso tutto si svela” ribatté Dio. “questa è la forma che ho scelto per rivelarmi a te”.

“Sono lieto che non sei un cane” continuò il nostro gatto. “Credi che potrei riavere i miei testicoli?”

“Naturalmente” rispose Dio. “Sono là dietro quel cespuglio”.

Il nostro gatto aveva sempre saputo che i suoi testicoli dovevano essere da qualche parte. Un giorno si era svegliato dopo un sogno piuttosto brutto e non li aveva più trovati. Li aveva cercati ovunque – sotto i divani, sotto i letti, dentro gli armadi – e invece erano sempre stati là, in paradiso! Raggiunse il cespuglio ed eccoli. Si riattaccarono subito.

Il nostro gatto era molto contento. “Grazie” disse.

Dio si stava lavando i lunghi baffi eleganti. “De rien” rispose.

“Sarebbe possibile aiutarti ad acchiappare qualche angelo?” domandò il nostro gatto.

“le grandi altezze non ti erano mai piaciute” rispose Dio, stiracchiandosi lungo il ramo, al sole. Avevo dimenticato di dirlo. C’era il sole.

“Vero” ammise il nostro gatto. C’era stato un incidente con un pompiere e una scala che preferiva dimenticare. “Magari qualche topo?”

“Non sono topi” rispose Dio. “ma prendine pure quanti ne vuoi. Non ucciderli subito. Falli soffrire.”

“vuoi dire giocare con loro?” chiese il nostro gatto. “mi mettevo sempre nei guai, per questo”.

“E’ una questione di semantica” disse Dio. “Qui non ti metti nei guai”.

Il nostro gatto decise di ignorare il commento, dato che non sapeva che cosa volesse dire ‘semantica’. Non voleva fare brutta figura. “Se non sono topi che cosa sono?” chiese. Ne aveva già artigliato uno. Lo tenne giù, sotto la zampa. Scalciava, e strillava flebilmente.

“Sono anime degli esseri umani che sono stati cattivi sulla terra” spiegò Dio, socchiudendo gli occhi giallo-verdi. “Adesso scusami, è l’ora del mio pisolino”.

“Ma allora cosa ci fanno in paradiso?” chiese il nostro gatto.

“il nostro paradiso è il loro inferno” rispose Dio. “Mi piace un universo equilibrato”.

17:31 Scritto da: malykaa in Il paradiso dei gatti | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: gattimici | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

Zingarella

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Ho una casetta ed un giardinetto, ho due bellissime gatte che si chiamano Elsi e Buffy.
Poi ci sono i gatti di strada.
Ogni mattina metto fuori, sul sentiero, delle ciotoline con l'acqua ed il mangiare per loro.
Ma una gattina bianca e marrone, scavalcando ogni volta la recinzione entra nel giardino, non gli interessa il cibo, vuole essere accarezzata e stare in giardino.
Io la rimetto sempre fuori, lei sale su di un albero e ci resta per delle ore a guardare la casa e noi che ci viviamo.
E' una gattina dolce, mansueta, ma molto ostinata ed ogni mattina la troviamo nel giardino davanti la porta di casa.
Alla fine accetto questa situazione e le dò il mangiare vicino la casa, poi lei se ne và. Ma la vedo sempre lì intorno.
Alcune volte viene tutta sporca e col pelo nero, come se fosse entrata dentro un camino, la lavo e lei si lascia lavare.
E' buonissima e non miagola mai.
Alcuni giorni fa ho visto che non andava più via e dormiva la notte sopra un mobiletto che sta in giardino vicino alla finestra.
E ogni volta che aprivo la porta lei entrava in casa, dopo un metro si fermava e mi guardava, e attendeva lì immobile. Cosa attendeva? Un accoglienza?
La tentazione di tenerla era molto forte, ma poi pensavo a tutti gli altri gatti che erano fuori, che fare? Prenderli tutti?
No, in casa ho già due gatte.
Quindi la prendevo in braccio e la rimettevo fuori.
Ha passato la notte sul mobiletto vicino alla finestra, ma al mattino non c'era più.
Ho pensato, ecco ha capito che non posso accoglierla.
Per un giorno non l'ho vista,sentivo la sua mancanza, ho guardato in tutti i posti dove sapevo che andava, ma non c'era.
Poi la sua ricomparsa, sul vialetto del giardino, accasciata a terra tutta sporca e nera, come non succedeva da tanto tempo.
La raccolgo, è stremata e capisco subito che sta molto male.
La porto dentro casa e dopo averla pulita un pò, la adagio dentro una cesta, la copro con dei panni e la metto vicino al calorifero (i gatti amano molto il caldo), sta distesa su di un fianco mezzo arrotolata, tiene gli occhi chiusi e sembra si sia addormentata.
Voglio che riposi, non devo disturbarla, ma sono preoccupato e vado a vederla; sollevo la copertina che le ricopriva il corpo e lei lievemente sposta il capo e miagola piano. Che mi avrà detto?
Dopo un pò, è morta, ed ho sentito un dolore lancinante.
Mi sono chiesto: da dove venivi? Sei nata in qualche casa e ti hanno abbandonata?
Cercavi un'altra casa che ti accogliesse?
Se ritorni, ti prendo e starai sempre in casa.
Ciao piccolina, non hai un nome, nessuno ti chiamava.
Io ti chiamavo Zingarella perché eri sempre in giro.
Luciano

16:53 Scritto da: malykaa in Il paradiso dei gatti | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: zingarella | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

03/04/2009

Morticia

1.jpg
Morticia 05/04/1998-05/09/2001

Dolcezza mai dimenticata
dolcezza dei tuoi occhi profondi
ricordi di anni altrove
per te ricompensati
Amore puro.
Anna.

20:03 Scritto da: malykaa in Il paradiso dei gatti | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: paradiso | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook