03/04/2010

Il gatto e la luna

a. (78).jpg

Il gatto andava qui e là
E la luna girava come trottola,
E il parente più stretto della luna,
Il gatto strisciante, guardò in su.
Il nero Minnaloushe fissava la luna,
Perché, per quanto vagasse e gemesse,
La luce fredda e limpida nel cielo
Turbava il suo sangue animale.
Minnaloushe corre fra l'erba
Alzando le sue zampe delicate.
Vuoi ballare, Minnaloushe, vuoi ballare?
Quando s'incontrano due parenti stretti
Che c'è di meglio che mettersi a ballare?
Forse la luna imparerà,
Stanca delle mode di corte,
Un nuovo passo di danza.
Minnaloushe striscia fra l'erba
Di luogo in luogo illuminato dalla luna,
La sacra luna sul suo capo
E' entrata in una nuova fase.
Lo sa Minnaluoshe che le sue pupille
Passeranno di mutamento in mutamento,
Che vanno dalla tonda alla lunata,
Dalla lunata alla tonda?
Minnaloushe striscia fra l'erba
Solo, importante e saggio,
E leva alla luna mutevole
I suoi occhi mutevoli.

William Butler Yeats

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Donne e gatti

Love cats (6).jpg

Lei giocava con la sua gatta
E che meraviglia era vedere
La bianca mano e la bianca zampa
Trastullarsi nell'ombra della sera!
Lei nascondeva - la scellerata -
Sotto i guanti di filo nero
Le micidiali unghie d'agata
Taglienti e chiare come un rasoio.
Anche l'altra faceva la smorfiosa
E ritraeva i suoi artigli d'acciaio,
Ma il diavolo non ci perdeva nulla
E nel boudoir, in cui tintinnava, aereo,
Il suo riso, scintillavano quattro punti fosforescenti.

Paul Verlaine

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Il gatto nero

Gatti . (15).jpg

Anche il fantasma evanescente è vero.
Se un giorno riesci a intravederlo suona.
Questo nero sipario copre invece
lo sguardo acuto delle tue pupille,
come cella ovattata che ad un tratto
spezza veloce e insieme dissolvente
il terribile grido di un demente.
Sembra il custode antico di ogni sguardo
che vuol celato in lui:
tutti li stringe a sé
per sonnecchiarvi sopra,
ostile e pigro
del tutto in sé racchiusi, il lungo giorno.
Ma se a un tratto si desta
e volge il muso in pieno
volto, e ti guarda fissamente
ritrovi allora il lampo del tuo sguardo
nelle tonde pupille - misterioso -
chiuso in quell'ambra come morto insetto.

Rainer Maria Rilke

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Le petit chat

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E' un gattino nero, sfrontato, oltre ogni dire,
Lo lascio spesso giocare sul mio tavolo.
A volte vi si siede senza far rumore,
Quasi un vivente fermacarte.
Gli occhi gialli e blu sono due agate.
A volte li socchiude, tirando su col naso,
Si rovescia, si prende il muso tra le zampe,
pare una tigre distesa su di un fianco.

Ma eccolo ora - smessa l'indolenza -
Inarcarsi - somiglia proprio ad un manicotto;
E allora, per incuriosirlo, gli faccio oscillare davanti,
Appeso ad una cordicella, un mio turacciolo.
Fugge al galoppo, tutto spaventato,
Poi ritorna, fissa il turacciolo, tiene un po'
Sospesa in aria - ripiegata - la zampetta,
poi abbatte il turacciolo, l'afferra; lo morde.
Allora, senza ch'egli la veda, tiro la cordicella,
ed il turacciolo si allontana, e il gatto lo segue,
descrivendo dei cerchi con la zampa,
poi salta di lato, ritorna, fugge di nuovo.
Ma appena gli dico "Devo lavorare,
vieni, siediti qua, da bravo!" si siede..
E mentre scribacchio sento
che si lecca col suo lieve struscio molle.

Edmond Rostand

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Il nome dei gatti

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Mettere un nome ai gatti è un'impresa difficile,
Non un gioco dei tanti che fate nei giorni di festa;
Potreste dapprima anche pensare che io sia matto da legare
Quando vi dico che un gatto deve avere TRE NOMI DIVERSI.
Prima di tutto, c'è il nome che la famiglia usa ogni giorno,
Come Pietro, Augusto, Alonzo o Giacomo,
Come Vittorio o Gionata, Giorgio o Bill Baley -
Tutti nomi sensati da usare ogni giorno.
Ma se pensate che vi suonino meglio ci sono nomi più fantasiosi,
Alcuni per i signori, altri per le dame:
Come Platone, Admeto, Elettra o Demetrio -
Sempre nomi sensati da usare ogni giorno.
Ma io vi dico che un gatto ha bisogno di un nome che sia particolare,
Caratteristico, insomma, e molto più dignitoso,
Come potrebbe altrimenti tenere la coda diritta,
O mettere in mostra i baffi, o sentirsi orgoglioso?
Nomi di questo tipo posso inventarne mille,
Come Munkustrap, Quaxo o Coricopat,
Come Bombalurina o Jellylorum -
Nomi che non appartengono mai a più di un gatto alla volta.
Ma oltre a questi c'è ancora un nome che manca,
Nome che non potrete mai indovinare;
Nome che nessuna ricerca umana potrà mai scovare -
Ma il GATTO LO SA, anche se mai vorrà confidarlo.
Quando vedete un gatto in profonda meditazione,
La ragione, io vi dico, è sempre la stessa:
La sua mente è perduta in estatica contemplazione
Del pensiero, del pensiero, del pensiero del suo nome:
Del suo ineffabile effabile
Effineffabile
Profondo e inscrutabile unico Nome.

Thomas Stearns Eliot

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14/08/2009

Randagio - Anonimo

randaggio.jpg
...figlio di un cartone abbandonato di fronte ad una porta sconosciuta,
figlio di un sacchetto scagliato in un corso d'acqua,
figlio della strada,
figlio di una colonia,
figlio di un cortile di paese
 ...i miei colori ed il mio aspetto urlano forte la mia origine:
l'ignoranza di chi mi ha abbandonato...
la faciloneria di chi non ha sterilizzato La mia mamma...
ma i miei occhi sono fieri e dolci...
ma i miei occhi sono alteri ed affettuosi...
 Mi prendo questo spazio in mezzo a voi...
mi prendo una possibilità di riscatto,
mi prendo la speranza di un futuro...
in questo modo chi si occupa di me può farlo con dignità ed orgoglio,
in questo modo chi si occupa di me può farlo con passione ed allegria,
le sue mani sono amorevoli,
le sue mani sono abili ed esperte,
le sue mani chiedono un soldino ma solo per nutrirmi e curarmi,
le sue mani chiedono l'aiuto di tutti ma non conoscono nessun guadagno.
 Vi ringrazio... e CON TUTTO IL CUORE... ma non per la vostra pietà...
vi ringrazio perchè qui posso chiedere anch'io:
una ciotola a cui affezionarmi,
una mano da cercare,
il battito di un cuore su cui addormentarmi.
messo.ok.jpg
Ho incrociato stanotte, rientrando
i piccoli fari furtivi
degli occhi di un gatto.

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A Solicino - Di Rolando d'Alonzo

messi.jpg
Anche a te le Parche
assettano fili rudi
qualche ragno da merletto.
Emiro al sole avvolto
scatti sulla paglia al guizzo
trasversale di un pensiero o ali
nell’iride socchiusa si apre
con l’argento il gioco
giungla bassa di cartoni.
Mai scorgesti il mare
ma sboccia a volte
sul tuo vestigio il canto
della risacca a ser
lo strazio circolare
dei gabbiani un gusto crudo
che da lontano chiama
l’aguglia sfiancata dalla lenza.
Non vedesti il rovo
che sprizza nella guazza
dei fossati l’agguato
primitivo. Nessuna mai
domestica compagna
nessun rivale scese
nell’attesa che la gassa
stringe. Dormi e vegli
già chiude il giorno
un sipario di vetri rossi
sulla collina, onora
l’ombra dei conventi.
Poi dallo stipite balzando
chiudevi a volte la partita
al riso della bambina
un poco si arrestava cominciando
nelle sere quel rimpiattino
a perdifiato tra clangori e cigni.
Anche tu passerai il fiume
con Anubi sul tamarindo:
un seggio azzurro e bionda
messe già intrecciano
i maestri per la sosta
al gradino estremo del palazzo.
Principe del silenzio
signore della casa,
nelle stagioni di porta
in porta hai vegliato
la nostra vita, le ombre
lievi che han giocato a sera
tra luci, amici, bei pensieri
Tu, con occhio buono, da ogni canto
Per tutti seguivi quei misteri.

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Il paradiso delle gattare - Di Olga Samarina

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Se esiste il paradiso delle gattare,
quando ci arriverò, stanca del cammino terrestre,
lì troverò una piazzetta o un muretto
dove mettere le mie ciotole.
E allora il nero Omar mi correrà davanti
facendomi cadere
E il patriarca si avvicinerà lentamente, guardingo
e si metterà dietro un cespuglio...
Da un vialetto laggiù verrà la Sissi
traballando sulle zampette sottili
Dal nulla, come sempre, sorgerà Bavaglina,
e poi sbucherà Federico, un miagolio infantile,
e la Giorgia mi si piazzerà davanti,
in attesa dei croccantini.
Quanta gioia nel rivedervi, bambini
Vorrei che il paradiso delle gattare fosse questo,
un luogo di Eterno Ritorno,
degli amici perduti.

Ignoranza - Di Olga Samarina

ignoranza.jpg
Incolore è il suo mondo
nulla è la sua impronta
grigia è la sua bandiera
ed è spenta e sudicia.
La sua minuscola anima
che si riaccende e si gonfia
destando colui che è Diverso
e odia i gatti.

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Fratelli - Di Olga Samarina

135.jpg
Con il mio morbido pelo
Accarezzai una pietra,
E la pietra mi sorrise, muta:
“Sei un fratello”.
Con i miei occhi lunari
Penetrai nell’animo di un fiore,
E il fiore mi disse, fragile:
“ Ciao, fratello”.
Spiccai un balzo nel cielo,
Toccai una farfalla al volo,
E la farfalla gridò, spaventata:
“Ehi, scherzi, fratello”!
Parlai all’erba, al vento,
Al sole e alle stelle, brillanti,
E sentii risuonare nell’universo:
“Salve, fratello”…
Con il mio passo felpato
Mi avvicinai a un uomo di strada:
“Saluti, Fratello!”
E lessi nella sua mente un pensiero seccato:
“Via di qua, animale”!
Sono un gatto,
Fratello del sole e delle stelle,
Fatto d’erba, di farfalla e di pietra.
Sono soltanto un animale
Per un uomo di strada,
Piccolo e arrogante, che ha paura
Di vivere e soprattutto di morire,
Per cui teme il vento, il sole e le stelle,
E prega il suo Dio,
Credendosi tuttavia superiore
Dell’erba, della farfalla e della pietra.
Non sa quanti fratelli potrebbe avere.
 

23:06 Scritto da: malykaa in I gatti in poesia | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: gatti poesia, cats, miao, amicimiao | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

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