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19/10/2010

Amicizie incredibili

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Ricordo le vacanze passate l’anno scorso in Spagna. Tra il riposo e il sole, ho fatto anche amicizia con una coppia di gatti randagi che si aggiravano affamati tra le siepi dell’albergo. Una gatta e il suo piccolo di qualche mese.
Probabilmente erano stati abbandonati e anche maltrattati, visto che avevano perso la fiducia nelle persone. Erano perciò tutti e due aggressivi e prudenti. Ma io ho preso per mano la pazienza e, facendo tutto di nascosto dagli altri ospiti dell’albergo per non attirare l’attenzione, ho cominciato a portare loro cibo umido e croccantini. I due gatti facevano molta pena: non sapevano neppure mangiare da una ciotola perché in vita loro non ne avevano mai vista una. Nel giro di qualche giorno siamo diventati amici. Sempre conservando una certa riservatezza, si sono lasciati avvicinare e mi hanno anche permesso di accarezzarli.
Ho voluto raccontare questo aneddoto per ribadire un concetto: i gatti sono animali che amano fare conoscenza e dare la loro amicizia. Anche se nei proverbi li si dipinge spesso come animali solitari che agiscono solo per interesse personale, in realtà sono sociali e spesso offrono la loro compagnia senza pretendere nulla in cambio. Ecco perché a volte si viene a conoscenza di storie bellissime di mici che diventano compagni inseparabili di altri animali molto diversi da loro. Storie come quella che si è svolta in Oregon, nel Nordamerica. Il Wildife Images è un famoso centro protezionistico che si prefigge di conservare e di riabilitare gli animali tipici di quelle foreste e in pericolo di estinzione, come i cervi, i lupi e gli orsi grizzly. Ma nel Wildlife Images si è svolta anche la straordinaria storia d’amore tra un enorme orso bruno e un piccolo gatto tigrato.
Tutto è avvenuto qualche anno fa. Griz, un enorme orso di quasi 300 chili, aveva aspettato con ansia il momento del pasto. Era una bella giornata di sole, durante la notte aveva piovuto, l’aria era frizzante e Griz aveva molto appetito. Aveva già annusato il familiare odore dei guardiani del parco e anche quello invitante di una grossa ciotola piena di pezzi di pollo. Il suo stomaco aveva brontolato rumorosamente per la fame.
Gli inservienti sistemarono il cibo oltre la recinzione e poi si allontanarono piuttosto velocemente. In genere Griz non era pericoloso, ma quando si trattava del pasto diventava irascibile. Non gradiva che nessuno gli stesse vicino mentre mangiava.
All’improvviso, non si sa da dove, comparve nel recinto un gattino tigrato. Era pelle e ossa, bagnato fradicio, e miagolava con insistenza. Sotto gli occhi atterriti dei guardiani si diresse deciso verso l’orso. Ormai era solo questione di istanti, si dissero, e poi Griz lo avrebbe visto. Per il micetto non c’era più nulla da fare.
L’orso si accorse della sua presenza e, sollevato il muso dalla ciotola, fissò l’intruso. Il gattino si bloccò. Tra i due meno di un metro. Poi accadde l’inaspettato.
Griz addentò un pezzo di pollo e con delicatezza lo mise davanti al gattino che, affamato, vi si gettò sopra con voracità. Rimasero lì, uno vicino all’altro, a mangiare tranquilli. I guardiani non credevano ai loro occhi. Corsero a chiamare il direttore e quando tornarono al recinto Griz aveva finito il pasto e se ne stava sdraiato al sole. Tra le sue zampe, intento a lisciarsi il pelo, il piccolo gattino. Ogni tanto, facendo sonoramente le fusa, si strusciava contro la pelliccia del suo nuovo, gigantesco amico.
Da allora sono inseparabili.
Roberto Allegri

Teneri compagni di prigionia

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Tutti coloro che vivono con un gatto l’hanno sperimentato.
Il micio sa essere davvero vicino nei momenti di sconforto e sembra quasi possedere antenne particolari in grado di captare la tristezza del padrone.
Allora, con la sua innata discrezione e delicatezza, ecco che salta in braccio, si strofina facendo le fusa, dimostra una sensibilità capace di strappare il dolore dall’animo e far riaffiorare il sorriso.
Nel corso dei secoli i gatti sono stati i teneri compagni di molte persone imprigionata o costrette in un letto d’ospedale. Alcuni di questi mici sono passati alla storia.
Ad esempio Acanter, il gatto di sir Henry Wyatt. Sir Wyatt, vissuto tra il 1460 e il 1537, venne fatto rinchiudere nella Torre di Londra da Riccardo III, per essersi più volte opposto alla sua pretesa di diventare re dopo aver usurpato il trono d’Inghilterra al nipote Edoardo V. Si racconta che sir Wyatt, ridotto in catene e in pericolo di vita a causa dell’inedia, fu salvato da un gatto di nome Acater col quale aveva fatto amicizia. Il gatto si accucciava accanto a lui, lo teneva al caldo di notte e ogni giorno catturava un piccione portandolo poi al suo amico perché riuscisse a sopportare i morsi della fame. In ricordo di Acater, nel castello di Allington, nel Kent, dimora dei discendenti di sir Wyatt, i gatti sono ancora oggi sempre i benvenuti.
Nella tristemente celebre Torre di Londra venne imprigionato anche sir Henry Wriothesley, terzo duca di Southampton (1573-1624). Era il magico periodo a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento, e in Inghilterra governava la regina Elisabetta I. Ma era anche il tempo di quello che viene considerato il più grande poeta di tutti i tempi, William Shakespeare. Egli aveva dedicato proprio a sir Wriothesley, suo mecenate, due sonetti intitolati “Venere e Adone” e “Lucrezia violata”. Per motivi politici, nel 1603 il duca di Southampton fu rinchiuso nella Torre di Londra dove rimase per due anni. Ma non fu mai solo.
La notte in cui fu imprigionato, la sua Trixie, una bella miciona bianca e nera scomparve. Nessuno la vide più e i familiari del duca pensarono che fosse certamente stata uccisa. Ma non era così. Trixie si era solo nascosta e poi, guidata dall’olfatto e da quei misteriosi poteri di orientamento che i gatti possiedono, aveva attraversato l’intera città di Londra. Strade, ponti, cortili, alti palazzi, gente sconosciuta, cani, cavalli, soldati, tutto deve essere apparso strano e pauroso alla gatta che fino a quel momento era vissuta solamente tra gli agi delle stanze del duca. Ma nascondendosi nell’ombra, Trixie arrivò fino alla fortezza, si arrampicò sulle mura e poi sui tetti. Sembrava andare a colpo sicuro come se quella strada l’avesse percorsa chissà quante altre volte. Con un balzo fu sulla cima di un camino e poi, strisciando all’indietro, si calò all’interno. Quel camino arrivava proprio alla cella dove il suo padrone stava imprigionato. Il duca di Southampton rimase senza parole. Vide sbucare dal camino la sua gatta, come un’apparizione magica e grosse lacrime di gioia luccicarono sul suo viso. Strinse a sé la sua Trixie. La prigionia sarebbe stata più sopportabile adesso.
Due anni più tardi, ormai libero, il duca volle che i posteri ricordassero ciò che la sua gatta aveva fatto. Commissionò un grande quadro nel quale vennero ritratti lui stesso, con i capelli lunghi e un braccio al collo, e sul tavolo la sua Trixie, fedelissima compagna.
Nel 1756, il poeta inglese Christopher Smart (1722-1771), venne internato in un ospedale per malati di mente e vi rimase per otto lunghi anni. A quel tempo i manicomi erano veri e propri gironi infernali ma Smart riuscì a sopportare gli orrori della prigionia e la solitudine solo grazie al gatto Jeoffry che fu sempre con lui e che con il suo affetto lo salvò dal baratro della disperazione. L’opera di Smart “Jubilate Agno”, dedicata al caro Jeoffry, raccoglie proprio versi di straordinario amore per il piccolo amico. Vi si legge:
“Poiché voglio trattare del mio gatto Jeoffry.
Poiché egli è il servo di Dio Vivente, debitamente e quotidianamente servendolo.
Poiché come sentinella del Signore vegli nella notte contro l’Avversario.
Poiché si oppone ai poteri del buio con la sua pelle elettrica e i suoi occhi abbaglianti.
Poiché si oppone al Diavolo, che è morte, facendo una vita attiva e intensa.”
 
Roberto Allegri

Curiosità

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Quest’anno ricorrono i cinquant’anni dalla consegna del Premio Nobel a Ernest Hemingway. Il leggendario scrittore americano vinse il premio nel 1954 grazie al libro “Il vecchio e il mare”, libro che poi divenne anche un celebre film con Spencer Tracy come protagonista.
Durante tutta la sua vita, Hemingway ebbe cura di dare di sé un’immagine da vero duro; cacciatore incallito, pescatore d’altura, pugile, dongiovanni e gran bevitore. Famosi sono diventati i suoi safari in Africa, i viaggi per mare a bordo del suo yacht “Pilar”, le corrispondenze di guerra. Meno conosciuta invece è la infinita tenerezza che lo scrittore dimostrava ogni volta che si trovava in compagnia di un gatto.
Hemingway amava moltissimo i gatti. Scrisse in una lettera ad un caro amico: “I gatti dimostrano di avere un’assoluta onestà emotiva. Gli esseri umani, per una ragione o per l’altra, quasi sempre riescono a nascondere i propri sentimenti. I gatti no.”
Nel romanzo “Isole nella corrente”, pubblicato postumo e che viene considerato dai critici il più autobiografico dei suoi libri, Hemingway descrive il protagonista, Thomas Hudson, che riposa teneramente abbracciato al suo micio. Si legge: “Aveva il gatto allungato sul petto e tirò una leggera coperta su tutti e due e aprì e lesse le lettere e bevve a piccoli sorsi un bicchiere di whisky annacquato che tra un sorso e l’altro rimetteva per terra.” E poi ancora: “Il gatto faceva le fusa, ma lui non lo sentiva perché le fusa del gatto erano mute, e allora lui teneva una lettera in mano e toccava la gola del gatto con un dito dell’altra.”
Nella Finca Vija, la grande villa che possedeva a Cuba, lo scrittore viveva con 57 gatti. Aveva fatto costruire per loro una torre: al piano superiore aveva ricavato un piccolo studio per sé e in quello inferiore aveva sistemato le cucce per i suoi piccoli amici. Quando era in giro per il mondo, in Africa, in Spagna o in Italia, telefonava spesso a casa per avere notizie dei gatti. In particolare era affezionato a Crazy Christian, Friendless’ Brother e Ecstasy. E ai suoi piccoli amici dedicò spesso alcune delle sue avventure.
Nel 1942, ad esempio, la Marina degli Stati Uniti affidò ad Hemingway il compito di pattugliare le coste di Cuba con il suo yacht alla ricerca di sottomarini tedeschi. Si trattava di un’operazione top-secret che lo scrittore ribattezzò “Frindless” come uno dei suoi gatti. E sempre durante la seconda guerra mondiale, Hemingway ebbe l’idea di costituire una specie di agenzia di spionaggio con base nella sua Finca di Cuba. Il nome dell’operazione fu “Crook Factory”, dal nome, Crook, di uno dei gatti che più amava.
Esiste una foto che ha fatto il giro del mondo e che ritrae lo scrittore seduto nello studio, con la luce che entra dalla grande vetrata alle sue spalle e che illumina la scrivania, piena zeppa di carte, fascicoli, cartelle, taccuini. Hemingway è davanti alla macchina da scrivere e con una mano accarezza un gatto che cammina sui fogli. La coda del micio è tenuta alta, con la punta ripiegata nell’atteggiamento amichevole di chi saluta ed è quindi facile immaginare la scena. Hamingway sta lavorando quando uno dei suoi gatti viene a fargli visita, salta sul tavolo e lo saluta, magari cercando tra le carte un posticino dove addormentarsi. Lo scrittore allora interrompe quello che sta facendo per contraccambiare le attenzioni del piccolo amico. E chissà quante volte sarà capitata una cosa del genere dal momento che, come si è detto, i mici che abitavano con lui era ben 57.
Purtroppo capitarono anche dolorosi incidenti. Si racconta che un giorno una gattina attraversò la strada fuori dalla tenuta e venne investita da un’automobile di passaggio. Ferita a morte, riuscì a trascinarsi fino alla porta di casa, dove Hemingway la trovò. Lacerato dai miagolii di agonia della povera gatta, lo scrittore decise di porre fine, con le sue mani, alle sofferenze dell’animale. I domestici lo trovarono poi con la micia tra le braccia, mentre piangeva come un bambino.
Roberto Allegri

16:43 Scritto da: malykaa in Manoscritti felini | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: roberto allegri, curiosità | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

Manoscritti felini

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Poeti e scrittori innamorati “gattari” di Roberto Allegri
Ha scritto Gabriele D’Annunzio nel Notturno: “E quanti altri esempi di attenzione infantile verso ogni specie di animali! Cercavo l’orecchio nel pesce, spiavo certi errori d’un condottiero di anatre; perseguitavo la scelleratezza dei conigli, la ferocia delle cavallette verdi; sussultavo alle strida strazianti dei gatti.” Parole che rivelano come il Vate subisse molto il fascino degli animali, in particolare quello dei gatti dai quali traeva spunto e ispirazione.
In effetti è molto stretto il legame tra la poesia e i piccoli felini. Incantati dalle loro movenze eleganti, dal carattere indipendente, dall’affetto che riescono ad esprimere, grandi poeti di tutti i tempi hanno dedicato versi innamorati al loro animale. Forse anche per via dell’antica credenza che vuole un manoscritto morso da un gatto destinato al successo. Ha scritto Jean Burden, poeta contemporaneo americano: “Un cane è prosa, un gatto è poesia.”.
Una delle più antiche poesie dedicate al gatto fu scritta in lingua gaelica da un anonimo monaco irlandese dell’VIII secolo e si intitola Pangur Bàn cioè “più bianco del bianco”. Il celebre poeta e scrittore Aldous Leonard Huxley (1887-19075) disse ai suoi allievi che gli avevano chiesto il segreto per avere successo in letteratura: “Se volete scrivere, tenete con voi dei gatti”. Il grande Pablo Neruda (1904-1973), vincitore del premio Nobel nel 1971, era un appassionato “gattaro”, e lo era anche Charles Baudelaire (1821-1867), il sommo poeta francese autore de I fiori del male. Scrisse Baudelaire: “Come le grandi sfingi che indugiano attraverso l’eternità in nobili atteggiamenti sulla sabbia del deserto, i gatti osservano tutto senza curiosità, calmi e saggi.”
Il poeta inglese Cristopher Smart (1722-1771) fu protagonista di una storia particolare insieme al suo gatto Jeoffry. Smart venne internato in un ospedale per malati di mente per otto lunghi anni, ma riuscì a sopportare gli orrori della prigionia e la solitudine solo grazie a Jeoffry, che con il suo affetto lo salvò dal baratro della disperazione. L’opera di Smart Jubilate Agno raccoglie infatti versi di straordinario amore per il piccolo amico.
Amanti dei gatti erano anche il poeta romantico inglese William Wordsworth (1770-1850) ed Heinrich Heine (1797-1856). Il nostro Torquato Tasso (1544-1595), uno dei più grandi poeti del Cinquecento, scrisse Sonetto per i miei gatti, in cui chiedeva alla sua micia di prestargli gli occhi, per poter scrivere anche di notte. E anche l’immortale Francesco Petrarca (1304-1374) amava teneramente il proprio micio. Purtroppo l’autore del “Canzoniere” morì prima del suo animale. La leggenda racconta che gli amici, dimostrandosi crudeli e senza sensibilità, uccisero il gatto per seppellirlo accanto al padrone e sulla lapide della povera bestiola misero un epitaffio, che Petrarca stesso aveva scritto pensando a lui. L’iscrizione diceva: “Secondo solo a Laura”. Il poeta e premio Nobel Thomas S. Eliot (1888-1965) scrisse molte poesie sui gatti. A quei versi si ispira il famosissimo musical “Cats” di Andrew Lloyd Webber, lo spettacolo teatrale più replicato di tutti i tempi. Scrisse Eliot: “Se il gatto decide di adottarvi non c’è nient’altro da fare se non prendere atto della situazione e aspettare che il vento cambi.”
Poeti innamorati dei gatti; ma anche tanti scrittori, ad esempio Ernest Hemingway. Una foto che ritrae l’autore, vincitore del Nobel, ha fatto il giro del mondo. Hemingway è seduto nel suo studio nella Finca Vigia, la villa che possedeva a Cuba. La luce che entra dalla grande vetrata alle sue spalle illumina la scrivania, piena zeppa di carte, fascicoli, cartelle, taccuini. Lo scrittore è davanti alla macchina da scrivere e con una mano accarezza un gatto che cammina sui fogli. La coda del micio è tenuta alta, con la punta ripiegata nell’atteggiamento amichevole di chi saluta ed è quindi facile immaginare la scena. Hamingway sta lavorando quando uno dei suoi gatti viene a fargli visita, salta sul tavolo e lo saluta, magari cercando tra le carte un posticino dove addormentarsi. Lo scrittore allora interrompe quello che sta facendo per contraccambiare le attenzioni del piccolo amico. Hemingway amava moltissimo i gatti. Nella finca di Cuba aveva fatto costruire una torre per i suoi animali. Al piano superiore c’era il suo studio e in quello inferiore le cucce per i suoi trenta gatti. Quando era in giro per il mondo, in Africa o in Spagna, telefonava spesso a casa per avere notizie dei suoi mici. In particolare era affezionato a Crazy Christian, Friendless’ Brother e Ecstasy. Scrisse in una lettera: “I gatti dimostrano di avere un’assoluta onestà emotiva. Gli esseri umani, per una ragione o per l’altra, quasi sempre riescono a nascondere i propri sentimenti. I gatti no.” I discendenti dei gatti di Hemingway abitano nell’ Hemingway House Museum in Florida e hanno tutti una curiosa caratteristica: nelle zampe anteriori hanno sei dita invece di cinque.
Robertson Davies, autore canadese, ha cercato di spiegare l’amore degli scrittori per i gatti. Ha scritto: “Agli scrittori piacciono i gatti perché sono creature tranquille, amabili e sagge. E ai gatti piacciono gli scrittori per la medesima ragione.”
Anche lo scrittore americano Mark Twain (1835-1910) adorava i gatti. Scrisse molte storie per bambini con mici dai nomi strani come protagonisti e una volta disse che “una casa senza un gatto, ben nutrito, vezzeggiato e giustamente riverito, forse è una casa perfetta. Ma come può legittimare questo titolo?”. Rudyard Kipling (1865-1936), autore de Il libro della giungla, ha scritto spesso di gatti; Gary Snyder, vincitore del premio Pulitzer, ha composto versi che raccontano del suo incontro con un povero micio randagio, e anche sir Winston Churchill (1874-1965), premio Nobel per la letteratura nel 1953, adorava lavorare in compagnia del suo gatto. Durante gli ultimi anni della sua vita Jack Keruac (1922-1969) visse in compagnia di una intera famiglia di gatti. Si era affezionato in particolare al micio Tyke, che considerava come un fratello e quando l’animale improvvisamente morì, lo scrittore cadde in una profonda e cupa depressione. Impazzivano per i gatti Checov, sir Walter Scott, Miguel de Cervantes e Alexander Dumas. L’autore de I tre moschettieri affermò più volte che il gatto deve essere sempre trattato come un aristocratico. E ancora Sidonie-Gabrielle Colette, l’autrice di Gigi, che si faceva sempre ritrarre insieme alla sua gatta e la celebre scrittrice di gialli Patricia Highsmith, letteralmente innamorata dei suoi gatti siamesi.
Roberto Allegri

E Dio creò il gatto...

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Il primo giorno della creazione, Dio creò il gatto.
Il secondo giorno della creazione, Dio creò l'uomo affinché servisse il gatto.
Il terzo giorno, Dio creò tutti gli animali della Terra affinché servissero da cibo per il gatto.
Il quarto giorno, Dio creò l'onesto e duro lavoro affinché l'uomo potesse provvedere al benessere del gatto.
Il quinto giorno della creazione, Dio creò una pallina scintillante affinché il gatto potesse giocarci o meno, a suo piacimento.
Il sesto giorno, Dio creò la scienza veterinaria per tenere in buona salute il gatto.
Il settimo giorno della creazione, Dio pensò di riposarsi...ma aveva da svuotare la lettiera!

Frasi famose sul gatto

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Il gatto è una creatura indipendente, che non si considera prigioniera dell'uomo e stabilisce con lui un rapporto alla pari. Konrad Lorenz
La musica e i gatti sono un ottimo rifugio dalle miserie della vita. Albert schweitzer
Non è facile conquistare l' amicizia di un gatto. Vi concederà la sua amicizia se mostrerete di meritarne l' onore, ma non sarà mai il vostro schiavo. Théophile Gautier
Un gatto non chiede, prende.Garfield
Non è possibile possedere un gatto. Nella migliore delle ipotesi si può essere con loro soci alla pari. Sir Harry Swanson
I gatti sono tutti quanti liberi professionisti. Sy Fisher
Uno scrittore senza un gatto è inconcepibile. Certo è una scelta perversa, poiché sarebbe più semplice scrivere con un bufalo nella stanza piuttosto che con un gatto. Si accucciano tra i vostri appunti, mordicchiano le penne e camminano sui tasti della macchina da scrivere. Barbara Holland
Anche il più piccolo dei felini, il gatto, è un capolavoro. Leonardo da Vinci
Un gatto non si compra: è lui che vi possiede. Tom Poston
Il rapporto con un gatto prevede una dedizione totale. Non può essere limitato a riempirgli la ciotola di cibo e a pulire la lettiera. Paul Corey
Se fosse possibile incrociare l' uomo con il gatto, la cosa migliorerebbe l' uomo, ma di certo peggiorerebbe il gatto. Mark Twain
Mi era stato detto che l' addomesticamento con i gatti è molto difficile. Non è vero. Il mio mi ha addomesticato in un paio di giorni. Bill Dana
I cani ci insegnano ad amare; i gatti ci insegnano a vivere. M. Malloy
Amare un gatto significa apprezzare la natura: essi scelgono chi amare e non dipendono da nessuno. Dr. Michael Fox
Se non volete che il gatto vi cammini addosso mentre dormite, bè , decidete di dormire in piedi! G. W. Eskow
Il gatto più brutto che io abbia mai visto era semplicemente meraviglioso. Marilyn Peterson
L' idea che hanno i gatti della comodità è assolutamente incomprensibile agli umani. Colette
I gatti sono infinitamente più amichevoli dei cani. Avete mai visto un cartello Attenti al gatto? Leonard Grainger
Quando i verdi occhi di un gatto scrutano dentro di voi potete essere certi che qualunque cosa intendano dirvi è la verità. Lillian Moore
L' amore per i gatti è parte dell' aore universale per tutte le creature e ci incita a un profondo rispetto per la natura. Dr. Michael Fox
Vedere un gatto bianco di notte porta sfortuna. SUPERSTIZIONE AMERICANA
Se incontrate un gatto con un occhio solo, sputatevi sul pollice, stampatene l'impronta sul palmo della mano ed esprimete un desiderio. Si avvererà. CREDENZA POPOLARE AMERICANA

Sognare un gatto bianco porta fortuna. CREDENZA POPOLARE AMERICANA
Se cambiate casa, fate entrare il gatto dalla finestra anziché dalla porta, così non andrà via. CREDENZA POPOLARE AMERICANA
Nella casa dove vive un gatto nero non mancherà mai l'amore. CREDENZA INGLESE

I gatti sono in grado di sostenere lo sguardo di un re. PROVERBIO INGLESE
La curiosità uccide il gatto, ma la soddisfazione lo riporta in vita. PROVERBIO INGLESE
Al buio tutti i gatti sono grigi. PROVERBIO INGLESE
Un gatto è un gatto. E questo è tutto. DETTO POPOLARE INGLESE
Agli occhi dei gatti tutto appartiene ai gatti. PROVERBIO INGLESE
E' onesto quanto un gatto quando la carne non è a portata di zampa. PROVERBIO INGLESE
I gatti nascondono gli artigli. PROVERBIO INGLESE
I gatti vedono anche attraverso le palpebre abbassate. PROVERBIO INGLESE
Attraversare un fiume che sta trasportando un gatto porta sfortuna. CREDENZA POPOLARE FRANCESE
L'ira ardente del gatto spaventa anche l'acqua fredda. PROVERBIO FRANCESE

Tutti i gatti sono cattivi nel mese di maggio. PROVERBIO FRANCESE
Se trovate un pelo bianco su un gatto tutto nero vi porterà fortuna. CREDENZA POPOLARE FRANCESE
Per vivere a lungo, mangiate come i gatti e bevete come i cani. PROVERBIO TEDESCO
E' troppo aspettarsi da un gatto che si sieda davanti a una ciotola di latte senza leccarlo. PROVERBIO TEDESCO
 
Un gatto vecchio non impara più a ballare. PROVERBIO MAROCCHINO
Se un gatto viene morso da un serpente, poi diffiderà anche di una corda. PROVERBIO ARABO
Un gatto per un topo è come un leone. PROVERBIO ALBANESE
Non comprate mai un gatto in un sacco.PROVERBIO OLANDESE
Chiunque neghi al gatto il latte scremato, dovrà dare la panna al topo. PROVERBIO RUSSO
Padrone felice, gatto felice. Padrone indifferente, gatto scontento.PROVERBIO CINESE
Se il gatto e il topo trovano un accordo, il droghiere è rovinato. PROVERBIO IRANIANO

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Leggi di Fisica applicate ai gatti!

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1 - Legge della Micio Inerzia
Un gatto a riposo tende a rimanere a riposo, nonostante l'azione di una forza contraria - come l'apertura di una scatoletta di cibo per gatti
2 -Legge del Micio Movimento
Un gatto si muoverà in linea retta, a meno che non ci sia un buon motivo per cambiare direzione
3 - Legge del Micio Magnetismo
Tutte le giacche blu e i maglioni neri attraggono i peli del gatto in maniera direttamente proporzionale all'intensità del loro colore.
4 - Legge della Micio Termodinamica
Il calore fluisce da un corpo caldo ad uno freddo, eccetto nel caso del gatto, tutto il calore fluisce nel gatto
5 - Legge del Micio Stiramento
Un gatto si stiracchierà arrivando ad una lunghezza direttamente proporzionale a quella del pisolino che ha appena fatto
6 - Legge del Micio Sonno
Tutti i gatti devono dormire con le persone ogni qualvolta ciò sia possibile, in una posizione che sia tanto scomoda per le persone coinvolte, quanto comoda al massimo per loro.
7 - Legge del Micio Allungamento
Un gatto può fare in modo che il suo corpo si allunghi abbastanza da raggiungere ogni angolo, se ciò che ci si trova lo interessa almeno un po'.
8 - Legge della Micio Accelerazione
Un gatto può accelerare ad un ritmo costante, fino al momento in cui non si sente bene e pronto a fermarsi.
9 - Legge della Presenza a tavola
I gatti devono essere presenti a tutti i pasti quando in tavola c'è qualcosa di buono.
10 - Legge della Configurazione dei Tappeti
Nessun tappeto può rimanere integro e morbido molto a lungo.
11 - Legge della Resistenza all'Obbedienza
La resistenza di un gatto varia in proporzione al desiderio di un umano che esso faccia qualcosa.
12 - Prima legge della Conservazione dell'Energia
I gatti sanno che l'energia non può essere ne creata ne distrutta, e quindi ne usano la minor quantità possibile
13 - Seconda Legge della Conservazione dell' Energia
I gatti sanno anche che l'energia può essere immagazzinata, facendo un sacco di pisolini.
14 - Legge dell'Osservazione del Frigorifero
Se un gatto osserva un frigorifero abbastanza a lungo, qualcuno prima o poi arriverà e tirerà fuori qualcosa di buono da mangiare
15 - Legge dell' Attrazione verso la Coperta Elettrica
Accendete una coperta elettrica, ed un gatto piomberà nel vostro letto alla velocità della luce
16 - Legge Della Ricerca del Comfort
Un gatto cerca sempre, e di solito trova, il posticino più confortevole di una stanza.
17 - Legge dell'Occupazione di Borse e Scatole
Tutte le scatole e le borse presenti un una stanza devono contenere un gatto , entro il tempo massimo di un nanosecondo
18 - Legge del Consumo del Latte
Un gatto può bere l'equivalente del suo peso in latte, solo per dimostrarvi che è in grado di farlo.
19 - Legge della Sostituzione dei Mobili
Il desiderio di un gatto di farsi le unghie sui mobili e' direttamente proporzionale al costo dei mobili stessi
20- Legge del Micio Atterraggio
Un gatto atterrerà sempre nel posto più soffice a sua disposizione
21 - Legge dello Spostamento dei Fluidi
Un gatto immerso nel latte riceverà una spinta dal basso verso l'alto pari al volume del liquido spostato , meno la quantità di latte che ha bevuto.
22 - Legge del Micio Disinteresse
Il livello di interesse in un gatto può variare in modo inversamente proporzionale allo sforzo che un umano fa per tentare di destarlo
23 - Legge del Rifiuto della Pillola
Ogni pillola data ad un gatto ha l'energia potenziale per raggiungere la velocità di fuga.
24 - Legge della Micio Composizione
Un gatto e' composto di Materia + AntiMateria + Menefreghismo
25 - Legge dell' Ascolto Selettivo
Nonostante un gatto possa sentire il rumore di una scatoletta di tonno aperta ad un chilometro di distanza, può non sentire una voce che gli parla a tre passi di distanza.
26 - Legge della Separazione Equidistante
Tutti i gatti presenti in una stanza si posizioneranno in punti equidistanti tra loro, ed equidistanti dal centro della stanza.
27 - Legge della Micio Invisibilità
I gatti pensano che se loro non ti possono vedere, tu non possa vedere loro.
28 - Legge del Continuum Spazio-Temporale
Dandogli tempo a sufficienza, un gatto atterrerà in quasi ogni luogo.
29 - Legge della Concentrazione della Massa
La massa di un gatto aumenta in modo direttamente proporzionale al comfort che prova nello stare in braccio.
30 - Legge delle Micio Probabilità
Non e' possibile prevedere dove in realtà si trova un gatto, esiste solo la probabilità di sapere dove "dovrebbe" essere
31 - Legge della Micio Obbedienza
Non è ancora stata scoperta
Questo testo è stato preso nei miei vagabondaggi in Internet Ringrazio l'autore

Le proverbiali sette vite del gatto

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“Abbiate riguardo, santissimo Dio, che il marito è ancora lì.
Quest’animale è capace di risuscitare: per che abbia sette anime come i gatti” scrive Pirandello.
La resistenza del gatto alle malattie, agli incidenti e la sua capacità di sopravvivere a cadute anche da notevoli altezze sono diventate proverbiali: di lui si dice proprio che abbia sette vite.
E nei paesi anglosassoni queste vite sono addirittura nove. Gli inglesi infatti dicono “to have nine lives as a cat” (avere nove vite come i gatti). Le storie che sembrano confermare i proverbi sono moltissime e tutte incredibili. Una di queste è quella di Jacob, il gatto mascotte della motonave olandese “Tjoba”.
Nel dicembre del 1964, mentre navigava sul fiume Reno, la nave affondò per una collisione. L’equipaggio venne portato in salvo ma il povero Jacob non fu più trovato. Otto giorni dopo le squadre di recupero riportarono in superficie la “Tjoba” e nella cabina del comandante fecero una sconcertante scoperta: Jacob era lì, ancora vivo, infreddolito e affamato.
Era rimasto imprigionato in una grossa sacca d’aria e quindi era riuscito a sopravvivere più di una settimana praticamente sott’acqua. Straordinaria anche la vicenda di Balù, un persiano che vive a Montereale Valcellina, vicino a Pordenone.
È stato preso a calci e ridotto in fin di vita da qualcuno rimasto sconosciuto. Portato dal veterinario, Balù aveva il bacino fratturato, il diaframma spezzato e gli organi interni addirittura spostati dalla loro sede.
Persino il cuore non era più al suo posto.
Ma nonostante tutto questo, grazie alla sua tempra, alle cure mediche e all’amore dei suoi padroni, Balù si è ripreso ed è anche diventato da poco papà di quattro micetti.
Roberto Allegri

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